Con Archivi IA2 si intendono gli archivi per cui il gruppo IA2 cura l’intero ciclo di vita dei dati scientifici e osservativi a valle della loro acquisizione, garantendone la conservazione a lungo termine e lo stoccaggio sicuro. L’infrastruttura fornisce alla comunità astronomica globale un accesso regolamentato e unificato mediante interfacce web dedicate e protocolli standardizzati.
Pilastro fondamentale della nostra attività è la rigorosa adozione dei principi FAIR (Findable, Accessible, Interoperable, Reusable) e della compliance agli standard internazionali del Virtual Observatory (VO). Questo obiettivo viene perseguito attraverso un meticoloso lavoro di ingegnerizzazione, modellazione e armonizzazione dei metadati e dei formati — applicato sia alle nuove acquisizioni sia ai dati storici — per garantire la piena interoperabilità dei sistemi, preservare il patrimonio osservativo e massimizzare il ritorno scientifico delle osservazioni nel tempo.
Di seguito vi elenchiamo, con relativi accessi ai portali, tutti gli archivi attualmente gestiti dal gruppo IA2.

Archivio LBT
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Il Large Binocular Telescope (LBT), si trova presso il Mount Graham International Observatory (MGIO), sulle montagne Pinaleno nell’Arizona sud-orientale, negli Stati Uniti. Situato a un’altitudine di 3.221 metri, sorge all’interno della Coronado National Forest, a circa 40 km a sud-ovest della città di Safford.
Il telescopio è gestito da una grande collaborazione internazionale, di cui l’italia, grazie ad INAF, è uno dei partner principali, con una quota del 25% del tempo di osservazione. Il coordinamento delle attività italiane è guidato direttamente da INAF, mentre il quartier generale dell’osservatorio (LBTO) ha sede a Tucson, presso l’Università dell’Arizona.

Archivio TNG
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Il Telescopio Nazionale Galileo (TNG) si trova presso l’Observatorio del Roque de los Muchachos (ORM), sull’isola di La Palma, nell’arcipelago delle Canarie, in Spagna. Situato a un’altitudine di 2.387 metri, sorge sulla cresta del vulcano della Caldera de Taburiente, in uno dei siti osservativi migliori al mondo.
Il telescopio, dotato di uno specchio primario di 3,58 metri, è la principale struttura per la ricerca astronomica ottica e infrarossa interamente di proprietà della comunità scientifica italiana. INAF gestisce direttamente, attraverso la Fundación Galileo Galilei, il 75% del tempo di osservazione, mentre il restante 25% del tempo è a disposizione della comunità astronomica spagnola ed internazionale.

Archivio Asiago
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L’Osservatorio Astrofisico di Asiago si trova sull’Altopiano dei Sette Comuni, in provincia di Vicenza, sulle Prealpi Venete. La struttura principale di Cima Ekar, situata a un’altitudine di 1.366 metri e gestita dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) in collaborazione con l’Università di Padova, ospita il telescopio Copernico, che con il suo specchio da 1,82 metri rappresenta il più grande strumento ottico presente sul suolo nazionale.
Il centro costituisce una storica eccellenza per l’astronomia italiana ed è attivo sia nella ricerca scientifica sia nella divulgazione. Le attività di osservazione e la gestione delle banche dati scientifiche vedono la cooperazione diretta tra l’INAF – Osservatorio Astronomico di Padova e il Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Ateneo padovano, rendendo l’archivio un punto di riferimento per lo studio della fisica stellare e extragalattica.

Archivio Medicina/Noto Radio
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Le stazioni radioastronomiche di Medicina (Bologna) e Noto (Siracusa) costituiscono l’ossatura storica della radioastronomia italiana da terra. La Stazione di Medicina si trova nella pianura emiliana a circa 25 km da Bologna e ospita la parabola da 32 metri e il radiotelescopio interferometrico “Croce del Nord”; la Stazione di Noto sorge in contrada Renna, sulle colline iblee in Sicilia, ed è dotata di una parabola speculare di 32 metri di diametro.
Entrambe le strutture sono gestite dall’INAF – Istituto di Radioastronomia (IRA) e operano sia in modalità singola (single-dish) sia in rete. Le due parabole forniscono un contributo essenziale alle reti internazionali di Interferometria a Lunghissima Base (VLBI), collaborando regolarmente con l’European VLBI Network (EVN) e il sistema globale per ricerche che spaziano dallo studio delle radiosorgenti cosmiche alla geodesia.

Archivio Serra La Nave
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La Stazione Osservativa di Serra la Nave si trova sulle pendici meridionali dell’Etna, nel territorio comunale di Ragalna (Catania), all’interno del Parco dell’Etna. Situata a un’altitudine di 1.735 metri, la struttura sorge in una posizione privilegiata che garantisce un cielo terso e nitido, ideale per le osservazioni astronomiche nelle bande dell’ottico e dell’infrarosso.
La stazione è gestita direttamente dall’INAF – Osservatorio Astrofisico di Catania e ospita, tra gli altri strumenti, il telescopio robotico MVT (MCT Telescope) da 91 cm e le strutture del progetto ASTRI. La struttura costituisce un polo fondamentale per lo studio della fisica solare e stellare, il monitoraggio dello spazio vicino (Space Weather) e il supporto alle missioni astrofisiche internazionali.
ARCHIVI DI SIMULAZIONI

SVAS
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Il centro IA2 supporta l’infrastruttura tecnologica e di archiviazione di SVAS (Le Stelle Vanno a Scuola), il programma di didattica e divulgazione dell’INAF – Osservatorio Astronomico di Trieste. Il progetto permette a studenti e insegnanti di eseguire vere sessioni osservative in tempo reale, controllando in remoto i telescopi robotici della Stazione di Basovizza. I ragazzi sperimentano l’intero ciclo del lavoro di ricerca: pianificano i target, gestiscono la camera CCD e acquisiscono i dati, che vengono poi riversati nell’archivio dedicato.
Come emerge dai lavori e dalle pubblicazioni della dott.ssa Giulia Iafrate – responsabile della strumentazione SVAS e coordinatrice di iniziative educative internazionali – il valore aggiunto dell’infrastruttura risiede nell’integrazione con il Virtual Observatory (VO). Grazie alle risorse sviluppate dal team (come i portali educativi dedicati e i framework EuroVO), i dati d’archivio non sono semplici file statici, ma diventano la base per unità pedagogiche interattive.
In questo modo, IA2 e il progetto SVAS consentono agli studenti di manipolare ed esplorare le immagini astronomiche con gli stessi standard e software utilizzati dalla comunità scientifica globale, trasformando l’archivio in un potentissimo strumento di alfabetizzazione scientifica.

EXOCLIMATES
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Il catalogo Exoclimates è un archivio tematico e teorico curato dall’INAF e interamente dedicato allo studio e alla caratterizzazione delle atmosfere dei pianeti extrasolari. A differenza degli archivi osservativi tradizionali, la struttura raccoglie ampi set di dati simulati, modelli climatici complessi e librerie di spettri sintetici di trasmissione ed emissione relativi a diverse tipologie di esopianeti.
L’archivio è ospitato e gestito dal centro IA2, che ne cura l’organizzazione e l’accessibilità in conformità ai principi FAIR (Findable, Accessible, Interoperable, Reusable). Attraverso l’adozione dei protocolli del Virtual Observatory (VO), Exoclimates consente ai ricercatori di confrontare in modo immediato le simulazioni teoriche con i dati osservativi reali, fornendo un supporto fondamentale per l’interpretazione dei risultati ottenuti dalle principali missioni spaziali dedicate agli esopianeti.

INTRIGOSS
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INTRIGOSS è il database teorico dell’INAF dedicato alla pubblicazione e alla consultazione di estese griglie di spettri stellari sintetici. L’archivio mette a disposizione della comunità astrofisica internazionale una vasta libreria di modelli atmosferici ad alta risoluzione, essenziali per la calibrazione e la determinazione dei parametri fisici e delle abbondanze chimiche delle stelle osservate.
Gestito e ospitato dal centro IA2, il sistema integra un’interfaccia web interattiva che permette di esplorare e filtrare gli spettri in base a parametri fondamentali quali temperatura efficace, gravità superficiale e metallicità. Grazie alla piena integrazione con i protocolli del Virtual Observatory (tra cui il Simple Spectral Access Protocol – SSAP), INTRIGOSS garantisce una completa interoperabilità, consentendo di sovrapporre direttamente i modelli teorici ai dati reali all’interno dei software di analisi astronomica.
