Con archivi ospitati si intendono gli archivi conservati all’interno dell’infrastruttura dati IA2 di cui non ci occupiamo direttamente della gestione degli stessi dati.
Sono attualmente conservati nel nostro ecosistema i seguenti archivi, di cui riportiamo i link ai rispettivi servizi di gestione:

Archivio Byurakan
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L’Archivio Digitale di Byurakan (DFBS – Digitized First Byurakan Survey) raccoglie i dati dello storico catalogo osservativo ottenuto dall’Osservatorio Astrofisico di Byurakan, situato sulle pendici del monte Aragats in Armenia, a un’altitudine di 1.405 metri. L’indagine originale, condotta con il telescopio Schmidt da 1 metro, rappresenta una delle più estese mappature spettrali a campo largo mai realizzate, fondamentale per la scoperta di galassie attive, quasar e stelle peculiari.
L’infrastruttura tecnologica e la conservazione digitale dell’archivio sono gestite in stretta collaborazione con il gruppo INAF IA2. Attraverso la digitalizzazione delle lastre fotografiche storiche e l’integrazione con i protocolli del Virtual Observatory (VO), IA2 trasforma questo patrimonio astrofisico in una risorsa pienamente interoperabile. L’archivio consente oggi ai ricercatori di effettuare analisi temporali su grande scala e di incrociare le storiche osservazioni spettrali con le moderne survey astronomiche internazionali.

Archivio Basti
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Il database BaSTI (Bag of Stellar Tracks and Isochrones) è un archivio teorico di riferimento internazionale per la modellizzazione evolutiva e la sintesi di popolazione stellare, sviluppato e mantenuto dai ricercatori dell’INAF – Osservatorio Astronomico d’Abruzzo (Teramo). Il catalogo mette a disposizione della comunità scientifica una vastissima griglia di tracce evolutive e isocrone calcolate per un ampio intervallo di masse stellari, composizioni chimiche e stati evolutivi, dalla sequenza principale fino alle fasi di nane bianche.
L’infrastruttura dell’archivio è ospitata e curata dal centro IA2, che offre strumenti avanzati di interrogazione, interpolazione ed estrazione dei dati sintetici. Grazie alla piena rispondenza ai principi FAIR e all’adozione degli standard del Virtual Observatory (VO), BaSTI permette agli astrofisici di confrontare direttamente i modelli di evoluzione stellare teorici con le osservazioni fotometriche e spettroscopiche reali ottenute da telescopi di terra e missioni spaziali come Gaia.
